Aborto provocato e gestazione nella cagna
a cura di Sebastiano Parodi
La gestazione della cagna può essere suddivisa in tre fasi:
-Fase di preimpianto da 0 a 20/22 giorni, il corpo luteo funziona indipendentemente dal supporto luteotropico superiore (ipofisi).
-Fase di ormono dipendenza da 20/22 a 40/44 giorni, periodo iniziale di preossificazione fetale.
-Fase di dipendenza ormonale totale, ossificazione e sviluppo del feto, da 40/44 giorni a termine.
Durante tutte queste fasi il progesterone indispensabile al mantenimento della gestazione viene prodotto dal corpo luteo; l’ aborto può ottenersi con tutti i farmaci che interagiscano direttamente od indirettamente con la sintesi o la liberazione di progesterone o che ne blocchino i recettori impedendone l’ azione sulle cellule bersaglio.
Prima fase
Durante la prima fase il corpo luteo è autonomo, quindi l’ aborto può essere indotto solo tramite molecole che inibiscano l’ impianto stesso o prevengano gli effetti del progesterone.
Gli estrogeni prevengo l’impianto del prodotto del concepimento (azione sulla contrazione dell’ insieme utero/ovidotto e sulla secrezione delle ghiandole endometriali); sono efficaci nei primi giorni post accoppiamento e più vengono somministrati tardivamente maggiore è la probabilità di sviluppo di metropatia (oltre ad anemia aplastica e piastrinopenia, in qualsiasi momento essi vengano somministrati).
L’ Aglepristone si fissa sui recettori del progesterone annullandone l’ effetto, ossia non si attiva l’ epitelio uterino che non produce gli elementi indispensabili per l’ annidamento del prodotto del concepimento.
Il trattamento abortigeno viene fatto senza poter formulare una diagnosi di gravidanza, non essendo possibile in questa fase; poichè durante una monta accidentale solo il 50% delle cagne sviluppano la gravidanza è inutile su una cagna su due, lo sconsigliamo; soprattutto con gli estrogeni che comportano il rischio di effetti collaterali gravi e mettono a serio rischio una eventuale futura carriera riproduttiva.
Seconda fase
Il trattamento viene fatto solo dopo diagnosi di gravidanza con ultrasuoni.
In questa fase i farmaci che possono funzionare sono le antiprolattine e le prostaglandine sintetiche. Per bloccare la produzione di progesterone, devono tuttavia essere sovradosate, soprattutto in fase precoce, perché la loro efficacia è tanto più ridotta quanto più precoce è il trattamento.
Per ovviare al sovradosaggio vengono utilizzate assieme, in associazione.
Le antiprolattine sotto forma di sciroppo vengono somministrate a casa per 8-10 giorni una volta al giorno (cabergolina 5 mcg/kg sid), le prostaglandine per iniezione vengono inoculate in studio, sotto controllo medico veterinario ogni 48 ore per 3 - 5 volte (cloprostenolo 1 mcg/kg s.c. q 48h). Si sospende il trattamento quando il dosaggio del progesterone ematico è inferiore ad 1 ng/ml (RIA), incompatibile con il proseguimento di una gravidanza.
Il trattamento funziona sempre dopo 25 giorni dal picco dell’ LH (27 giorni dalla monta +/- 4), è monitorizzato anche ecograficamente ai controlli, è pressoché privo di effetti collaterali, se si esclude salivazione, vomito, defecazione/diarrea, dolori colici, minzione, atassia, tremori muscolari e polipnea, apprezzabili quasi sempre solo al primo inoculo, ma non in tutti i soggetti e comunque transitori (mezz’oretta).
Il prodotto del concepimento viene assorbito, può verificarsi uno scolo vaginale mucoso incolore e di breve durata.
Il soggetto dopo il riassorbimento fetale ritorna in calore anticipatamente (1-3 mesi).
Nella seconda fase si può utilizzare anche l’ aglepristone, due iniezione a 48 ore di intervallo (10 mg/kg).
Noi in studio non utilizziamo questo protocollo, perché abbiamo timore che essendo questo farmaco un antagonista recettoriale si possa verificare morte fetale non seguita da interruzione effettiva di gravidanza, permanendo funzionante il corpo luteo.
Sterilizzazione chirurgica opzionale (ovarioisterectomia) se la cagna non avrà una carriera riproduttiva, da tenere in considerazione sempre.
Terza fase
Sconsigliamo il trattamento in terza fase, quando è possibile, poiché l’ aborto avviene mediante espulsione di feti che dal 42 esimo giorno cominciano ad essere ossificati.
Assolutamente sconsigliato l’ aglepristone che non induce le contrazioni uterine per l’ espulsione dei feti morti.
Le antiprolattine e le prostaglandine sintetiche hanno in questo periodo una maggiore efficacia, il “parto” può essere indotto anche con solo l’ antiprolattina per bocca (5mcg/kg).
Conclusioni
Noi consigliamo per le cagne che non avranno carriera riproduttiva la sterilizzazione chirugica precoce (ovariectomia).
Con la tecnica operatoria che utilizziamo attualmente è possibile interventire mininvasivamente, su soggetti giovani, evitando il problema del calore, delle gravidanze isteriche, delle montate lattee che si verificano quasi sempre dai 30 giorni successivi al calore. La sterilizzazione chirurgica tanto è più precoce tanto minori sono le possibilità che la cagna possa sviluppare in futuro dei tumori mammari; causa maggiore di tumore nella popolazione canina femminile, con il 50% di malignità.
Gli animali vengono operati la mattina, dimessi dal primo pomeriggio in poi deambulanti; non utilizziamo punti di sutura esterni, il cane ha solo un cerottino che tiene 3-4 giorni, dopodichè è guarito; raccomandiamo solo il passeggio al guinzaglio per una diecina di giorni.