Filariasi cardio-polmonare
(a cura di Silvia Guida)
La Filariosi cardio-polmonare è una malattia che colpisce i carnivori domestici. Tra le due specie di Dirofilaria immitis e repens la prima è la più importante.
La malattia è causata da nematodi appartenenti alla Superfamiglia Filariodea veicolati da zanzare appartenenti a specie diverse.
Questa malattia è distribuita nelle aree temperate e tropicali di tutto il mondo, incluso Europa e bacino mediterraneo, USA, Canada, Giappone, Australia e Sud America. In Italia benché prima fosse diffusa soprattutto in zone pianeggianti e paludose con elevato tasso di umidità come Emilia Romagna e Pianura Padana ultimante a causa dei cambiamenti climatici si è diffusa anche in altre regioni.
Trasmissione
I parassiti adulti, detti Macrofilerie, sono localizzati nelle arterie polmonari , più raramente nelle camere cardiache destre e vena cava caudale.
Gli adulti liberano nel torrente circolatorio gli esemplari più giovani, detti microfilarie L1. Le zanzare femmine(che rappresentano l’ospite intermedio) ingeriscono durante un pasto di sangue le microfilarie le quali all’interno dell’apparato buccale dell’insetto compiono un ciclo biologico mutando ad L3. Durante un successivo pasto di sangue vengono trasmesse a un nuovo ospite e dopo aver subito una successiva mutazione raggiungono la loro localizzazione definitiva.
Nell’animale infestato (detto ospite definitivo) i parassiti possono sopravvivere producendo microfilarie per circa 5 anni.
Sintomatologia
La presenza di poche macrofilarie è ben tollerata, mentre infestazioni massive provocano alterazioni a carico di:
apparato circolatorio
si può verificare una endoarterite proliferativa (infiammazione della tunica interna di un’arteria con fenomeni proliferativi) a carico dell’arteria polmonare (sede preferenziale delle macrofilarie). Ne consegue uno stato di ipertensione polmonare che porta ad una progressiva insufficienza cardiaca di destra i cui segni clinici sono: abbattimento, lipotimia(svenimento) e ascite(versamento di liquido in cavità peritoneale).
Apparato respiratorio
Per le secrezioni di cataboliti da parte dei parassiti si verificano stati infiammatori a carico del polmone il cui segno clinico più caratteristico è la tosse.
Inoltre la presenza di Macrofilarie nelle camere cardiache destre può provocare la così detta “sindrome della vena cava” caratterizzata da emolisi intravasale spontanea che ostacola il ritorno venoso al cuore di destra.
Ancora le Microfilarie circolanti possono precipitare come immunocomplessi e dare danni renali.
Diagnosi
Sintomatologia clinica: cani colpiti hanno un’età raramente inferiore ad un anno e di norma superiore a due anni. Sintomi rilevabili dal padrone e con visita clinica sono affaticamento, abbattimento, tosse e negli stadi più avanzati lipotimie sotto sforzo; ascite ed edemi degli arti nella fase terminale della malattia.
Esame microscopico del sangue: evidenzia la presenza delle microfilarie circolanti (il prelievo deve essere effettuato preferibilmente al mattino o alla sera)
Esame radiografico del torace
Esame ecografico
Trattamento
In primis si inizia una terapia contro gli esemplari adulti di Filarie con farmaci quali arsenicali, melarsomina e tiacetersamide. La melarsomina è preferibile perchè è il farmaco con minor tossicità. Tuttavia bisogna prestare molta attenzione perché la morte delle Macrofilarie può provocare tromboembolismo quindi si deve adottare una buona terapia collaterale.
Completata la terapia contro gli adulti si deve intraprendere una terapia contro le Microfilarie circolanti. I farmaci più usati sono: avermectine e milbemicina ossima.
Nel caso di sindrome della vena cava è consigliabile la rimozione chirurgica delle macrofilarie dall’atrio destro del cuore.
Somministrazione mensile di avermectina o milbemicina ossima durante tutto il periodo di vita delle zanzare.