Leishmaniosi 

 

A cura di Alessia Gullotta

 

La Leishmaniosi è una zoonosi (trasmissibile  cioè tra vertebrati e uomo, necessita però di ciclo intermedio in vettore invertebrato) causata da protozoi del genere Leishmania  veicolati da un flebotomo, insetto ematofago.

Benché inizialmente presente in aree insulari meridionali e zone costiere, per via delle caratteristiche ambientali (temperatura, umidità) e sanitarie(randagismo, elevato numero di soggetti positivi non trattati) la malattia raggiunge oggi diffusione anche in zone prima considerate indenni(cambiamenti climatici, movimentazione soggetti infetti) come il nord Italia.

Trasmissione

Il contagio si verifica per inoculazione del parassita da parte dell’insetto in cui esso compie il suo ciclo biologico mutando da una stadio inattivo detto amastigote ad uno attivo e infettante detto promastigote. Da studi si apprende che l’inoculazione avviene prevalentemente nelle ore serali, dopo il tramonto e fino all’alba.

Si può verificare una leggera reazione infiammatoria nel punto in cui il flebotomo compie il pasto di sangue.

Sono tuttavia ancora in studio altre vie non comuni di contagio(trasmissione materno-fetale, trasmissione venerea, trasmissione attraverso trasfusione).

Nel sito di inoculo il parassita è fagocitato dai macrofagi nei quali si replica svariate volte e che poi distrugge. Giunto in circolo attraverso la circolazione ematica e linfatica infetta i macrofagi di midollo osseo, linfonodi, milza, fegato e apparato gastroenterico.

 

Sintomatologia

A causa delle complesse interazioni che si verificano tra il sistema immunitario dell’ospite nella difesa contro il parassita si innescano essenzialmente due tipi di risposte, una protettiva, cellulo mediata con soggetto che risulta aver avuto un contatto con il parassita ma che non sviluppa la malattia ed una umorale, non protettiva.

La risposta umorale determina un eccessivo rilascio di anticorpi che hanno come unico esito quello di danneggiare strutture dell’organismo attraverso lo sviluppo di immunocomplessi che sono poi causa di glomerulonefriti, artriti, cheratocongiuntiviti, uveiti (foto), anemie ecc.

La sintomatologia è molto varia, dipende dalla risposta che si instaura.

Il decorso è generalmente subacuto-cronico, può risultare anche asintomatica ma in genere si osservano sintomi cutanei, oculari, generali.

Si può osservare dimagrimento, abbattimento, lesioni crostose, ulcere, linfoadenomegalia, cheratocongiuntiviti, uveiti; l’interessamento renale od epatico porta poliuria e polidipsia.

 

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata tramite esami parassitologici(ricerca amastigoti su agoaspirati da linfonodi, midollo osseo, milza) sierologici, e  PCR (ricerca del materiale genetico del parassita su prelievo da midollo osseo).

La diagnosi va corredata da una serie di esami collaterali, elettroforesi proteica, profilo emocromocitometrico completo, profilo biochimico, esame delle urine, loro sedimento e rapporto proteine/creatinina urinaria.

 

Terapia

L’approccio terapeutico dipende dalla sintomatologia clinica, dalle modificazioni dei parametri ematici e biochimici; non tutti i cani possono essere trattati con lo stesso farmaco. I farmaci di più frequente impiego comprendono sali di antimonio e allopurinolo, tuttavia sono in costante studio sempre nuove strategie terapeutiche.

 

qualche consiglio…

La terapia migliore è la prevenzione.

Far dormire il cane al chiuso o utilizzare zanzariere che impediscano che il cane venga punto durante la notte.

Utilizzare prodotti a base di permetrina come antiparassitario.

Effettuare controlli sierologici annuali.

 

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Articolo LeishMap leishmaniosi in NordItalia 2008.pdf

 

Atti 2nd Int CanL Forum Siviglia 2002.pdf

 

Seminario Leishmaniosi WAAVP Stresa 2001.pdf

 

Articolo efficacia Banda Protettiva Leishmaniosi.pdf

 

Seminario Leishmaniosi Worldleish2 Creta 2001.pdf

 

Atti 1st Int CanL Forum Barcellona 1999.pdf

 

Articolo review Leishmaniosi British Medical Journal.pdf

 

Articolo Studio Leishmaniosi cane bambino Iran.pdf

 

Atti Simposio Leishmaniosi Roma 2003.pdf

 

Documento OMS su malattie da vettori.pdf