Le
neoplasie mammarie
Noduli sodi, ben demarcati, che variano in diametro
da alcuni millimetri a vari centimetri, sulla mammella.
Aspirazione con ago sottile di ogni massa, non appena
si rende evidente, escissione precoce.

Greta, gatto comune europeo, anni 14, sterilizzata.
Neoplasia, mammella caudale destra. Animale operato precedentemente per
ingestione di corpi estranei addominali ed endometrite
purulenta.
Rapida insorgenza, crescita veloce, no metastasi
radiograficamente evidenziabili al polmone, proiezione destra e sinistra
laterali, no infiltrazione linfatica.
Mastectomia: preparazione del campo operatorio,
tricotomia molto ampia per questo tipo di intervento; anestesia generale
inalatoria, tramite introduzione del tubo tracheale.

Resezione del parenchima mammario interessato, gatto
di età avanzata.

Giustapposizione del tessuto sottocutaneo con
materiale chirurgico riassorbibile.

Sutura della cute a sopraggitto con nylon 5-0, il
materiale da sutura sottile infastidisce poco l’ animale, non causa
infiammazione locale e prurito, con possibili problemi di leccamento della
ferita, da evitare sempre.

Immagine precedente l’ apposizione di bendaggio,
gatto in fase di risveglio.

Dimensioni inferiori ad

Controllo 7 giorni, guarigione della ferita
*
Le neoplasie mammarie nella specie felina rappresentano la terza neoplasia più comune del
gatto, dopo quelle cutanee ed i tumori linfoidi.
L’età di insorgenza aumenta dopo i sei anni, con
picco a 10 nelle femmine intere, successivamente declina.
Le femmine non sterilizzate lo contraggono 7 volte
più comunemente di quelle sterilizzate, più la sterilizzazione è precoce
meglio è.
Tutte le quattro paia di ghiandole sono a rischio
neoplasia indifferentemente.
Quasi il 90% dei tumori mammari del gatto sono
maligni, e molti adenocarcinomi. Le metastasi dei tumori maligni sono presenti
nel 90% dei casi: l’ 84% nei polmoni, altre in: pleure, fegato, milza, grasso
omentale, pancreas, surreni, reni, ovaie, cuore, encefalo e colonna vertebrale.
Terapia chirurgica, mastectomia, l’ ovariectomia non
è più efficace, nel gatto a questo stadio della malattia, per aumentare il
tempo di sopravvivenza.
Prognosi: dipende dalle dimensioni della neoplasia,
dal tipo istologico, dalla velocità della crescita e dalla stadiazione clinica.
Sopravvivenza 1 anno di media in gatti afflitti da
tumori differenziati, aumenta se le dimensione sono inferiori a
L’ infiltrazione linfatica, ossia la presenza di
noduli tra il tumore ed il linfonodo, le metastasi, l’ infiltrazione della
parete addominale/toracica, la rapida crescita, o la ricorrenza del tumore
rendono la prognosi peggiore.
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Le ghiandole mammaria sono il sito più comune di
neoplasia nella specie canina, le cagne hanno la più grande incidenza del
tumore mammario rispetto ad ogni altro mammifero, compresa la donna.
Rare sotto i due anni di età, aumentano
drammaticamente dopo i sei anni; le
femmine non sterilizzate hanno, rispetto alle femmine sterilizzate, un rischio
da
Possono insorgere in tutte le ghiandole, ma sono più
frequenti in quelle inguinali. Non infrequenti i tumori mammari multipli dello
stesso od anche diverso tipo istologico.
Metà circa dei tumori sono benigni, più frequenti i
fibroadenomi, i tumori maligni più
diagnosticati sono gli adenocarcinomi, che metastatizzano in ordine di
frequenza: linfonodi, polmoni, fegato, reni, milza, cuore, ossa, occhio, cervello.
Terapie chirurgiche: escissione del nodulo,
escissione della ghiandola malata, rimozione di tutta la linea mammaria,
rimozione en bloc di tutte le mammelle e dei linfonodi.
La nodulectomia, o la mastectomia semplice della
ghiandola interessata sono il trattamento di scelta nella cagna, interventi più
radicali
non vengono da noi eseguiti, dato che non aumentano
il tempo di sopravvivenza od il tempo di una recidiva tumorale.
Piuttosto conviene eseguire la sterilizzazione
chirurgica contemporaneamente (prima della mastectomia), questo aumenta il
tempo di sopravvivenza anche del 44%, nella cagna.
La chemioterapia con antiestrogeni (tamossifene) od
altri chemioterapici tipo vincristina, metotrexate, doxorubicina non è provato
abbiano giovamento (in termine di aumento del tempo di sopravvivenza) nella
specie animale in questione, quindi non li utilizziamo.
Prognosi: dipende dalle dimensioni della neoplasia,
dal tipo istologico, dalla velocità della crescita e dalla stadiazione
clinica. Tumori maligni non metastatizzati
di diametro massimo inferiore a
I carcinomi infiammatori hanno invece, purtroppo, una
prognosi pessima.
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