Le placche bloccate SOP (www.parodiveterinario.it)

 

Il sistema delle placche bloccate, ossia la vite che si fissa sul supporto, ci permette di utilizzare una tecnica innovativa, poichè le placche stesse non devono più essere pressate all’ osso per esercitare la loro tenuta, ciò implica le seguenti affermazioni:

 

ü     la vascolarizzazione della superficie di osso “placcata” non viene danneggiata perchè non compressa dal supporto;

 

ü     non occorrendo la scheletrizzazione, ossia lasciando il periostio intatto, si ha meno dolore post operatorio;

 

ü     un utilizzo precoce dell’ arto, perchè non duole, consente una guarigione più rapida.

 

ü     assenza aprezzabile di perdita del tono muscolare.

 

Le placche che utilizziamo attualmente ci permettono, inoltre, data la loro estrema maneggevolezza, di posizionarle in segmenti ossei difficili se non impossibili per le placche del sistema radizionale, ancorchè bloccate; quindi femori distali, ilei, colonna vertebrale sono trattate più vantaggiosamente, si stabilizzano più facilmente le artrodesi delle grandi articolazioni (per le piccole risultano un pochino ingombranti).

La maneggevolezza non comporta una minore resistenza anzi per la loro maggiore resistenza con questo sistema trattiamo profiquamente anche le fratture comminute.

 

Alcuni esempi:

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Cane investito da un' automobile






































Ricontrollo ad un mese per un' improvvisa zoppia, rottura delle viti















































Sostituzione della placca mediale con una 10 fori, 3 viti nel moncone distale 4 nel prossimale ed aggiunta di una placca dorsale da 8 fori con due viti nel moncone distale.


In totale 5 viti distali per una tenuta a prova di cane agitato.

Due viti con riduzione anatomica perfetta avrebbero tenuto se il cane fosse stato meno esuberante.

Ricontrollo a due mesi guarigione clinica avvenuta.



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Omero di gatto, frattura comminuta distale ed intercondiloidea

 

 

 

 

Apposizione di una sola placca mediale, trattandosi di un gatto di 7 mesi, collegata per mancanza di spazio alla stessa vite utilizzata per la riduzione della frattura intercondiloidea; qust’ ultima al fine di ricostruire perfettamente la superficie articolare;

particolare attenzione va posta nell’ apposizione della placca al fine di risparmiare il nervo radiale, la lesione del quale provocherebbe la paralisi dell’ arto.

 

 

 

 

Per la frammentazione eccessiva del focolaio di frattura la seconda vite (prossimale) del moncone distale viene inserita monocorticale, questo è consentito con il tipo di tecnica, impensabile con le placche tradizionali.

 

Controllo ad un mese, il gatto usa normalmente l’ arto, l’ escursione articolare è ridotta di ¼ circa. La guargione ossea è avvenuta.

 

 Controllo a tre mesi, nessuna zoppia e recupero della totale escursione articolare




 





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Frattura di bacino di gatto, vecchia di 1 mese, riduzione e fissazione dell’ Ileo con placca sop

 

 

 Fratture datate rendono impossibile la riduzione anatomica precisa, perchè i monconi ossei sono rimaneggiati ed è impensabile ricomporli precisamente, basta allinearli;

Il supporto sop in questi casi è indispensabile perchè non deve essere modellato alla superficie ossea.

Ricontrollo dopo 2 mesi




 







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Artrodesi di ginocchio in un gatto con frattura distale del femore irriducibile, frattura articolare vecchia di due mesi

 

 

 

 

 

 

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Non unione di tibia (pseudoartrosi), cane meticcio 40 kg, placca sop e chiodo