Neoplasie orofaringee nel gatto

 

Peggy, gatto femmina, europeo, 10 anni, portata in studio per inappetenza e dolore orale, con un’ anamnesi di avulsione dentale 15 giorni prima senza alcun miglioramento sintomatologico.

La gatta è molto selvatica, si visita in sedazione, non si può fare diversamente, anche se l’esame obiettivo generale palesa una condizione fisica scadente.

La sinfisi mandibolare è instabile, i canini inferiori sono appena stati estratti, il sospetto diagnostico è di una frattura  iatrogena o patologica.

Caudalmente alla sinfisi è presente però un gonfiore sospetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si provvede all’ esame radiografico della mandibola ed all’ esame citologico della lesione litica e del gonfiore adiacente la sinfisi:

Si nota un’ area di lisi sotto gli incisivi inferiori, in entrambe le proiezioni radiografiche.

 

 

La frattura è senz’altro patologica per la osteolisi.

Ma l’ ago aspirato della lesione evidenzia la presenza di un carcinoma maligno, non di una neoplasia ossea.

 

 

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Le neoplasie del cavo orofaringeo rappresentano la metà delle neoplasie dell’ apparato digerente e sono quasi sempre maligne.

Il carcinoma squamo cellulare rappresenta il 70% delle neoplasie orali nella specie felina.

Il secondo tumore maligno per incidenza è il fibrosarcoma, successivamente gli emangiosarcomi, gli adenocarcinomi ed i tumori indifferenziati; i melanomi orali sono rari nel gatto.

I tumori benigni più riscontrati, ossia quelli a crescita lenta che non danno metastasi e che se escissi portano a guarigione, sono: gli emangiomi, i tumori odontogeni, gli epulidi e gli adenomi sebacei.

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I carcinomi squamo cellulari colpiscono le labbra, le gengive, la lingua, il palato, le tonsille e la faringe. La maggior parte di questi tumori è localmente invasiva, è comune la linfadenopatia reattiva sottomandibolare o cervicale; i gatti vengono portati alla visita per problemi di alitosi o di ulcerazioni orali che non guariscono.

La neoplasia progredisce al punto da diventare invalidante entro poche settimane dalla diagnosi, gli animali appaiono cachettici per l’ impossibilità meccanica di alimentarsi.

L’ esame radiografico rivela lesioni ossee litiche e proliferative.

Se possibile farla, la mandibolectomia può allungare i tempi di sopravvivenza dai 4 mesi ai 12. La chemioterapia non produce, di solito, risultati apprezzabili.

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I fibrosarcomi si sviluppano a livello di gengive e palato. La forma clinica è di una massa dura, carnosa e rosata. La crescita è lenta, la metastasi tardiva. Se possibile rimuoverli chirurgicamente la prognosi è discreta.

 

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Caso clinico di carcinoma squamoso su di un gatto Minù,  anni 18, forma iniziale, gengiva mandibola, biopsia.

 

 

Referto bioptico di Minù

 

 

 

 

 

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Caso clinico (adenocarcinoma), forma avanzata, gengiva palato.

 

Minnie, tricolore femmina 10 anni, anamnesi di muso tumefatto, perdita di sangue dal cavo orale.

 

 

 

 

 

 

 

Esame citologico di Minnie

Le neoplasie maligne maxillari caudali hanno prognosi riservata.

 

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